Pubblichiamo la storia di Ale Segreto che ha condivido con noi. Se anche te vuoi pubblicare la tua storia, la puoi inviare alla nostra redazione e la pubblicheremo gratuitamente. Pubblica la tua storia.
Arriva l’estate e le scuole son chiuse, quindi come ogni anno da qualche anno, io e mio cugino più grande veniamo spediti in montagna, a casa della nonna. Un paesino piccolo con 4 negozi in croce e l’oratorio. L’oratorio era l’ombelico di quel micro mondo, chi faceva sport di gruppo, chi già iniziava a fumare le prime sigarette e chi, semplicemente, cercava aggregazione.
Fu in quei bagni che per la prima volta prendevo in mano un pene che non fosse il mio… ero entrato per far pipì e mio cugino, più grande di 3 anni, si infilò nel bagno con me. Mi chiese se mi facevo le seghe, lo guardai come si guarderebbe un alieno… le seghe???? No, non penso, ma cosa sono? domandai…
Lui si tirò fuori il pene ed iniziò a menarselo, e cresceva pure! Io in confronto avevo un mignolo per fare la pipì e non immaginavo potesse servire ad altro!
Poi mi chiese di provare e ricordo il calore che mi riempì il palmo della mano, stavo lì come un ebete con sto pisello che avanzava dalla mia mano, e largo che non riuscivo a contenerlo tutto nel mio pugno. Mi disse di muovere la mano avanti e indietro, lui mi teneva una mano sulla schiena e mi dava il ritmo, dopo pochi minuti, schizzò una crema densa, biancastra che per me odorava di candeggina! Era tutto nuovo per me, capivo che fosse qualcosa da tenere per me, un segreto ma molto coinvolgente! Poi mi disse di abbassare i pantaloncini, mi accarezzò le palle e con due dita, pollice e indice, iniziò a menarmi il mio pistolino, penso che passarono 30 secondi e sentii lo stimolo di far pipì, forte però, che partiva da non so bene dove, ma non usciva niente! Ero tremolante e con la testa in confusione, così alzai le mutandine ed i pantaloncini ed uscimmo.
La sera passò come nulla fosse, ma l’indomani c’era il mercato, la nonna uscì con le sue amiche per fare la spesa. Fu lì che mi disse di salire in camera nostra, dalla borsa tirò fuori un giornale porno, con le foto grandi!!! Uomini con cazzi enormi…
Le pagine mostravano foto di donne con scarpe sexy, calze di nylon e corpetti e bustini aperti sulla figa, sulle tette e sul culo! Donne che tenevano in bocca piselli giganti e altre in ginocchio con dietro uomini che infilavano cazzi dentro di esse. Mi mise una mano sui suoi pantaloncini e sentivo il caldo del cazzo che cresceva, per istinto lo tirai fuori e rifeci le mosse del giorno prima e, come il giorno prima, schizzò lasciando questo odore di candeggina! Poi mi fece la stessa cosa, ma appunto io fremevo ma non producevo niente. Questo gioco mi piaceva e non vedevo l’ora di rifarlo!!!
La sera dopo, andata a letto la nonna, mio cugino si spostò dalla mia parte del lettone, da sotto la coperta tirò fuori il giornaletto ed io in automatico sapevo cosa fare, prenderlo in mano e andare avanti e indietro con la mano! Ad un certo punto arrivò la domanda fatidica, ti va di provare con la bocca come fanno le donne delle foto? Non sapevo davvero cosa dire, ma ero curiosa e dissi, ok ci provo, ricordo che diedi dei colpetti come si fa col gelato, sentivo il suo respiro affannarsi sempre di più, poi mi disse di mettere su tutta la bocca e mi schizzò dentro quel liquido denso!!! Lo guardavo e non sapevo cosa fare, mi disse manda giù, non sporcare il letto!!! Deglutii e così feci il mio primo pompino.
E venni sulle sue gambe! Mi prese per il collo da dietro e con molta tranquillità e senza farmi male mi disse, ora puoi assaggiare anche te! Ero riluttante, curiosa ma riluttante, ero nel refrattario, non ero più eccitata, ma comunque curiosa e poi.. e poi me lo stava chiedendo lui!!! Iniziai a leccare tutto ed istintivamente portai la bocca verso il suo pene, era bello duro, eccitato anche lui dalla situazione, così lo ripresi in bocca e lui schizzò ancora dentro!
Tornati in città, capita la situazione ideale, i miei e i suoi uscirono e non sarebbero tornati fino a tardi, così io infilai un paio di mutandine di sua mamma, tutte di pizzo nero, ed un paio di sandali di sua sorella grande! E iniziai a camminare per la sua stanza, eravamo eccitati e curiosi, tornò con un barattolo di crema e mi disse, oggi fai come le donne dei giornaletti!!! Io annuii, aprii la bocca e lui mise il suo cazzo dentro, simulava la scopata, poi mi mise tanta crema sul buchino e dentro con un dito, andava avanti e indietro, poi mise un secondo dito per qualche minuto, ed alla fine puntò la cappella! Ero su un fianco e lui dietro di me, spingeva piano e sinceramente non sentivo tutto sto male, poi arrivò in profondità, sentii un attimo di bruciore, lui si fermò e aspettò che gli dicessi di riprendere piano… sentivo scorrere dentro di me il pene duro, le pareti si aprivano e chiudevano e mi toccava un punto che mi piaceva particolarmente! A furia di toccare quel punto io venni, e venni copiosamente col pisello completamente molle! Un orgasmo travolgente! Poi lui lo tirò fuori, mi schizzò sul petto e mentre mi strizzava i capezzoli io raccoglievo il tutto con le dita e lo mettevo in bocca!
Ormai tutto quello che c’era da provare con mio cugino era stato esplorato, ma nonostante questo, andammo avanti quasi un anno a fare sesso insieme!
Finito l’anno scolastico, mi affacciavo ad un nuovo iter scolastico e, fortunatamente, un vecchio compagno di scuola scelse il mio stesso istituto. Il conoscerci ed abitare vicini ci fece avvicinare di più, si andava e si tornava insieme, spesso si studiava insieme e, proprio in un pomeriggio mentre si stava facendo una pausa, si andò sul discorso seghe, probabilmente stavamo prendendo in giro qualche nostro compagno o si parlava di qualche compagna carina. Ad un certo punto, lui fece un commento su una compagna, alludendo al suo culo, a me uscì un commento che gelò l’ambiente…. Sinceramente ho notato più le sue scarpe che il culo!
Lui mi guardò, non capiva se scherzassi o meno, ed a quel punto svuotai il sacco, lui ascoltava, diventava rosso e notai il pacco diventato duro! Spingeva sui pantaloni della tuta e non poteva nasconderlo…
Lo guardai negli occhi e con fare malizioso gli chiesi, ti sarai mica eccitato?
Guardò il cazzo e poi guardò me, mi chiese tu cosa dici?
Senza dir nulla, trasportata dalla voglia, gli iniziai ad accarezzare il pene da sopra la tuta, lo feci sedere e, abbassati i pantaloni, lo masturbai!
Poi lui lo fece a me.
I pomeriggi passavano tra studiare e scoprirci, finché un pomeriggio i miei uscirono per andare al cinema e si sarebbero fermati a cenare fuori.
Lui arrivò in un baleno, io gli feci una sorpresina, presi un paio di mutande di mia mamma dal cesto della biancheria, un paio di calze di nylon dall’armadio e gli zoccoli col tacco che già al mare usavo per eccitarmi.
Entrato mi guarda e si spoglia tutto, era proprio bello e già definito come fisico, perché correva in bici e si allenava molto. Iniziai a baciargli le braccia, il petto e poi, poi mi accovacciai davanti a lui, misi in bocca il suo cazzo….
Mi teneva la testa con le mani e mimava una scopata, ma nella mia bocca.
Aveva un pene normalissimo, più grosso del mio, ma non come mio cugino e quindi per me tenerlo in bocca non era un problema.
Spingeva, poi aumentava il ritmo ed ogni tanto arrivava in fondo ed avevo un piccolo sussulto, come un rigurgito, intanto gli accarezzavo i coglioni, e in pochi minuti era pronto per venire.
Gli chiesi cosa preferiva, venire o scoparmi…. A quella domanda sborrò sul mio viso!
Era imbarazzato e tutto rosso, io mi ripulii, gli dissi non preoccuparti, poi andai in cucina, presi da bere e, sculettando sui tacchi, presi degli snack, bevemmo e si tranquillizzò, allora con la scusa di prendere una cosa nel mobile mi avvicinai e mi misi a pecora, vicino a lui.
Sentii che mi accarezzava le gambe e il culo, fece un commento su mia mamma e le sue mutandine, poi mi disse, dai proviamo a scopare, ma io non ho esperienza, aggiunse.
Mi son lubrificata davanti a lui, mi infilavo dita e crema nel culo, poi gli chiesi di aiutarmi e mi mise due dita dentro, lo vedevo che stava scoppiando di voglia, ma aveva paura…. essere l’esperta non mi eccitava ma mi divertiva.
Poi mi sono appoggiata al tavolo, gambe larghe e culo bello in mostra, grazie anche ai tacchi. Mi ha puntato e piano piano ha iniziato a spingere, appena messa mezza cappella, mi schizza sborra bollente nel culo!
Si vergognava, ma io a quel punto lo rassicurai, e senza dire niente ho cominciato a succhiare il suo cazzo, in un niente era nuovamente durissimo (beata gioventù), mi misi a pecorina ma stavolta sul mio letto, lui in piedi dietro di me, iniziava a spingere, piano piano entrò tutto e cominciò a scoparmi, ogni secondo mi domandava se andasse bene e se stessi bene, quasi con tono da stronza gli dissi, taci e scopami! Finalmente mi montava libero e felice, non finiva più, forse perché aveva sborrato poco prima, ma ricordo una bella montata!
Poi mi ha girata, mi ha fatto sborrare nella sua mano e mi ha fatto pulire tutto…
Per tutto il periodo di studio scopammo come ricci, poi ogni tanto avevamo qualche contatto con qualche amica, ma la nostra unione dava fastidio alle nostre amichette e ogni volta mi ritrovavo con le mutandine di pizzo a succhiargli il cazzo!
Finiti gli studi, il lavoro e nuove conoscenze ci divisero pian piano, fino a che lui non si fidanzò con una ragazza e mi disse, ora basta, scusa ma mi piace e ci tengo! Io delusa capii e compresi che iniziava una nuova era.
Lavoravo in centro e con il mio scooter andavo avanti e indietro, estate e inverno, pur di non usare i mezzi pubblici.
Per tornare dovevo passare in una zona dietro ad un ospedale della città, una zona che dopo le 19:00 diventava deserta.
Una sera rimasi fuori a cena con degli amici, tornando mi si aprì un mondo!!!
Era pieno di trans, parcheggiati sotto le piante, porta aperta e gambe fasciate dal nylon in bella mostra. Andai a casa ma non riuscivo a smettere di pensarci.
Ad inizio settimana erano lì comunque, ma con meno macchine e clienti in giro, quindi un martedì presi la decisione! Mangiai qualcosa fuori con una mia collega, poi andai nel bagno del locale, mi infilai le mutandine e le calze, poi presi lo scooter e andai verso la zona dei trans, mille paure, la prima era di fare un incidente e di finire all’ospedale con le calze e le mutandine di pizzo! Poi ai carabinieri, ma alla fine la voglia prese il sopravvento.
Mi fermai da una non troppo giovane, mi piaceva, l’avevo notata la volta scorsa, quindi, salita in macchina, mi chiese cosa mi piaceva, io senza dire nulla mi abbassai i pantaloni e tutto fu chiaro!
Mi guardò e mi disse, ascolta in giro c’è poco, se vuoi andiamo a casa mia.
Accettai e la seguii verso casa, mi fece mettere il motorino in cortile e salimmo al primo piano.
Le guardavo le gambe ed il culo, non capivo più niente, entrati ci siamo messi comodi e lei era molto tranquilla ed educata, mi chiese un po’ di me, io gli raccontavo tutto, quasi mi sentivo esperta!!
Come dicevo, mi mise a disposizione il suo armadio, mi guardava divertita perché le avevo confidato le mie esperienze…
Quando mi tolsi i pantaloni per provare alcuni suoi vestiti e vide che indossavo le calze e le mutandine, si avvicinò e mi abbracciò, poi mi disse, posso? Io non sapevo e dissi comunque SÌ! E lei mi diede un bacio in bocca!
Provai più cose, finché non mi sentii abbastanza provocante, mi avvicinai e mi inginocchiai davanti al suo pene, stavo per prenderlo in bocca ma lei mi fermò,
Divertirsi ok, far la puttanella va bene, ma usa il cervello, io non sono tuo cugino o un tuo compagno di scuola, così dicendo mi mostrò come srotolare un profilattico su un pene in tiro.
Furono le 2 ore tra le più divertenti che ricordo, succhiavo e mi succhiava, accarezzavo e mi accarezzava, poi guardandomi mi disse: Pronta? Io annuii e lei mi penetrò, lentamente, sempre più in profondità ma mai in modo selvaggio, io che pensavo di sapere, mi ritrovai a sborrarmi addosso 2 volte, prima che lei venisse.
Poi ripresi lo scooter e tornai a casa.
Almeno una volta a settimana andavo da lei, spesso la domenica sera, mi aspettava a casa, io entravo, mi preparavo e diventavo per un paio d’ore la sua troietta, arrivammo al punto che l’unica en femme ero io, la cosa mi piaceva ed andammo avanti così per mesi.
Poi una sera, mentre eravamo lì, suonò il telefono di casa, rispose e spiegò a chi era dall’altra parte la situazione.
Disse ti richiamo, mise giù il telefono e mi spiegò chi fosse, un vecchio cliente, molto buono come cliente ed una persona a posto, che, saputo che ero lì, chiese se volevo giocare con loro, era eccitato all’idea che io non facessi la vita, e che fossi nuova.
Il giorno dopo ero libera, quindi dissi di sì, dopo aver capito o almeno sperato di potermi fidare.
Lei richiamò dicendo, ok tra un’ora!
Poi mi portò in bagno, mi depilò per bene e poi in camera. Rimmel, ombretto, rossetto e profumo… poi mi disse di allargare le chiappe e mi lubrificò il buchetto.
Lui arrivò, un omone di quasi 1,90 cm.
Robusto e con un po’ di pancetta. Due manone con dita paurose, un paio di baffoni da uomo di altri tempi!
Si salutarono e poi lei mi prese per mano e mi presentò, disse lei è….. lei è…. Ed io esclamai Sandra, sono Sandra, piacere.
Ero piccola e minuta al cospetto di questo omone.
Lui mi strinse la mano e accarezzandomi il viso mi disse: fatti guardare, cammina e stai tranquilla, sarò gentile, farò piano!
Non capivo più niente, feci come mi chiese, camminai avanti e indietro per il corridoio, poi mi fece sedere sulle sue gambe.
Loro parlavano e lui mi toccava i capezzoli, mi accarezzava le cosce e palpava le chiappe.
Poi andammo in camera, lui sulla poltrona, io e lei iniziammo a limonare, poi iniziò a mettere in mostra il mio corpo, poi lui chiese, ma sa succhiare?
Lei si coprì e mi mise il cazzo in bocca, a quel punto lui apprezzò, guardò lei e le disse di uscire….
Poi mi disse di andare verso di lui, io tremavo non sapevo se per paura o per eccitazione, gli abbassai i pantaloni e saltò fuori un signor cazzo, almeno come quello di mio cugino, forse più venoso e leggermente storto.
Gli misi con la bocca il profilattico come mi aveva insegnato la mia amica trans, lui apprezzava, poi, alzatosi, mi ha preso in braccio, mi ha messo sul letto a gattoni, siccome ero troppo nel centro, mi tirò a sé, tirandomi per le caviglie, sentirmi così una preda in sua balia mi fece gemere!
Poi mi leccò il buchino, mise due dita per aprire la strada e poi mi infilò col suo cazzo! Rimase stupito perché al secondo colpetto era già tutto dentro, mi disse piccola sì, ma piccola troia! Poi salì sul letto e stando accovacciato mi scopava come fanno i cani. Sentire il peso del suo corpo mi eccitava e non capivo più nulla, venni due volte, poi lui chiamò la mia amica, mi fece mettere a smorza candela e davanti a me avevo la mia amica che mi pompava in bocca!
Venni per la terza volta, ormai mi faceva male un po’ tutto, ma non potevo smettere!
Lui mi scopava e lei, la trans, mi riempiva la bocca….
Venne prima lui con un grugnito ed ordinò a lei di continuare a scoparmi, quindi lei mi rimise a pecorina e andò avanti altri 10 minuti, fino a sborrare anche lei.
Poi lui mi baciò appassionato e se ne andò.
Lei, una volta ricomposte, mi disse che mi dava la mia parte, io la guardai e le lasciai i soldi, non per sfregio, ma per gratitudine, mi stava insegnando, con lei Sandra cresceva!
Ci vedemmo tutti e tre più volte, poi come tutte le cose, come c’è un inizio c’è anche una fine….
Era passato qualche tempo dalle serate piccanti con la mia amica trans.
E forse ripensando a quelle esperienze, in una sera di prefestivo, me ne stavo in terrazza a bere un tè e pian piano mi salì la voglia di essere Sandra!
Senza pensarci due volte mi preparo, camicia, pantaloni morbidi con sotto mutandine in pizzo ed autoreggenti. Nello zainetto un paio di sandaletti col tacco e via, verso un parcheggio dietro ad un mercato che conosco.
Arrivata ho tolto i pantaloni e infilato i sandaletti.
C’era vai e vieni, ma non come al solito, dopo aver scambiato due parole con un paio di frequentatori, a circa 10 metri da me si ferma un monovolume, scende un tizio per nulla intrigante finché non tira fuori un cazzo considerevole e inizia a menarselo. Io non so cosa fare, vorrei andare lì, ma non voglio allontanarmi dalla macchina così svestita, ma alla fine la voglia vince. Chiudo la macchina, mi avvicino e faccio la domanda più stupida che posso fare, serve una mano?
E senza aspettare risposta sto già menando il cazzo dell’uomo.
Mi dice di salire, poi si sposta in un angolo appartato, dalla parte opposta del parcheggio, un centinaio di metri più in là.
Io lo accarezzo e lui mi palpa, mi bacia il collo, poi passiamo sui sedili posteriori, mi mette a 90 e mi infila le mani e le dita ovunque… poi mi piglia la testa e fa per mettermelo in bocca, lo fermo e gli dico di mettere il preservativo.
Non ne ha, io nemmeno, e gli propongo una sega, lui si arrabbia un attimo ma poi, eccitato come un cane, accetta e continua a toccarmi, mi dà della puttanella e nel giro di 2 minuti sborra! Io ero eccitatissima, ma lui si alza i pantaloni e mi caccia, gli dico portami alla macchina, ma lui si altera, non voglio casini, quindi scendo e, messa giù come una prostituta, attraverso tutto il parcheggio, le macchine son aumentate e tutti mi guardano, qualche cretino mi illumina con i fari, io son furiosa e sempre più imbarazzata, non avevo mai fatto una sfilata del genere…. Ma mano a mano che ….
Ma mano a mano che cammino sui tacchi con addosso solo le mutandine e le collant, mi rendo conto che essere stata usata come una battona mi eccita, dover essere esposta davanti a tutti quegli uomini arrapati mi eccita ancora di più! Ora avevo il triplo della voglia di prima. Son quasi alla mia macchina, ma si affianca un ragazzo che era parcheggiato vicino a noi e faceva il guardone mentre quel cretino di prima mi toccava, io a pecora sul sedile posteriore vedevo fuori e lo avevo visto che si menava il cazzo!
Mi dice: sali? Lo guardo e gli rispondo, se hai i profilattici ti faccio tutto quello che vuoi!
Abbiamo fatto di tutto e 2 ore son passate in un attimo!
Ancora oggi quando ripenso alla sensazione di essere usata ed esposta mi eccito, da farmi tremare le mani!













