Il Collega Segreto

Mi chiamo Andrea, ho 36 anni, sono un direttore di una ditta importante a Roma. Sono alto 1,82, capelli neri, viso mascolino, ben costruito.

La mia compagna si chiama Sara, ha 33 anni, è bellissima, mora, con un corpo che fa perdere la testa. Misura 1,70, pesa 60kg, ha un sedere perfetto e delle tette da Oscar.

Il nostro collega, Marco, ha 32 anni, è affascinante, capelli castani, occhio che guarda dritto nei tuoi, ben dotato di un corpo atletico. Per due anni, Marco e io abbiamo lavorato insieme.

Per due anni, c’è stata una tensione inevitabile tra noi. Un’attrazione che non potevamo nominare, che non potevamo esprimere al lavoro.

Poi una sera, Sara ha detto: “Perché non inviti Marco a cena?” Ho capito immediatamente cosa stava pensando.


Il Collega Che Non Riesco a Dimenticare

Marco e io eravamo perfetti nel nostro ruolo. Alle riunioni, i nostri occhi si incrociavano. Quando passava accanto alla mia scrivania, il profumo della sua colonia mi eccitava.

Una volta, con un errore di documentazione, mi ha sfiorato il braccio per indicarmi l’errore. Per tre secondi, niente di più. Ma quei tre secondi mi hanno fatto desiderare di inginocchiarmi e succhiargli il cazzo in quella stanza.

Sara lo sa. Me lo ha detto una sera mentre stavamo a letto. “Mi piacerebbe vedere Marco qui con noi,” ha sussurrato. Il mio cazzo era già duro. L’ho presa subito, le ho fatto venire tre volte quella notte pensando a Marco che ci guardava.

Così quando Sara ha detto “Invita Marco a bere qualcosa,” io sapevo esattamente cosa stava dicendo. Sì.


L’Invito

Ho mandato un messaggio a Marco: “Vieni a casa nostra venerdì sera per bere qualcosa? Sara vuole conoscerti meglio.”

Lui ha risposto in un secondo: “Certo. Che ora?”

Ho sentito il cuore che batteva come un pazzo mentre scrivevo “20:00.”

Quella sera, Sara indossava un vestito rosso, scollato, aderente. Non potevo non notare che non aveva il reggiseno. I capezzoli erano visibili. Quando ha aperto la porta per farmi entrare dopo il lavoro, mi ha guardato negli occhi e ha sussurrato: “Preparati.”

Marco è arrivato alle 20:15. Ha portato una bottiglia di vino. Sara lo ha abbracciato come se fossero vecchi amici. Ma io ho visto come lei gli sfiorava il torace quando si è tirata indietro. Ho visto come lui la guardava.


La Tensione Sale

Abbiamo bevuto prosecco. Sara raccontava storie divertenti. Marco rideva. Io bevevo, osservando ogni interazione. Quando Sara si è alzata per prendere le patatine, Marco ha seguito il movimento del suo culo. Quando è tornata, si è seduta vicino a lui, più vicino di quanto sarebbe stato necessario.

“Andrea mi ha detto che in ufficio siete molto amici,” ha detto Sara, un sorriso che conoscevo bene.

“Sì, molto bravi insieme,” ha risposto Marco, ma i suoi occhi erano su Sara.

“Mi piace come lui parla di te,” ha continuato Sara. “Dice che sei intelligente. Divertente. Affascinante.”

Marco mi ha guardato sorpreso. “Davvero?”

“Davvero,” ho detto io, il mio cazzo che iniziava a indurirsi nei pantaloni.

Il silenzio è diventato pesante. Nessuno sapeva come romperlo. Allora Sara ha fatto quello che doveva fare.

“Marco,” ha detto, “andresti al bagno per un secondo? Voglio parlare con Andrea di una cosa.”

Marco si è alzato confuso. Quando la porta del bagno si è chiusa, Sara mi ha tirato verso di sé. “Va bene?” ha chiesto.

“Perfetto,” ho sussurrato.

“Allora,” ha detto, “quando ritorna dal bagno, voglio che cominci a baciarmi. Voglio che lui veda. Voglio che sappia.”


La Confesione Attraverso il Corpo

Quando Marco è tornato, Sara stava rannicchiata contro di me sul divano. L’ho baciata profondamente. Lei mi ha ricambiato con passione. Quando abbiamo interrotto il bacio, Marco era immobile, il viso rosso, il corpo rigido.

“Marco,” ho detto, la voce bassa, “ti piace Sara?”

“Cosa?” ha chiesto, confuso.

“Ti piace Sara? E io ti piaccio?”

Lui non ha risposto subito. Poi: “Sì.”

“Bene,” ho detto. “Perché non ti siedi accanto a lei?”

Marco si è seduto lentamente. Sara lo ha guardato negli occhi, poi ha preso la sua mano e l’ha messa sulla sua coscia. Il vestito rosso era salito leggermente. Poteva sentire la pelle nuda sotto i suoi dita. Ha trattenuto il fiato.

“Baciami,” ha detto Sara a Marco.

Lui l’ha baciata. Un bacio delicato all’inizio, poi più profondo. Sara ha gemito contro la sua bocca. La mia mano andava al mio cazzo, che era completamente duro.

“Sdraiati,” ho detto a Marco.

Lui si è sdraiato sulla schiena. Sara si è chinata e ha iniziato a leccarlo. Ha infilato la mano nella sua camicia e ha tolto il primo bottone. Poi il secondo. Il suo petto era bellissimo, muscolato, con peli scuri. Lo ha baciato lì, poi è scesa più in basso.

Marco stava tremando. “Dio,” sussurrava.

Sara ha abbassato i pantaloni di Marco. Il suo cazzo è saltato fuori, duro, grande, perfetto. Lei lo ha preso in mano e ha iniziato a succhiarlo. Marco urlava il mio nome, non il suo. “Andrea, guarda cosa stai facendo,” gemeva.

Io mi sono tolto i pantaloni. Il mio cazzo era fuori, ero in piedi di fronte a Marco mentre mia moglie lo succhiava. Sara mi ha guardato, gli occhi che mi dicevano “voglio il tuo ora.” Ho messo il mio cazzo nella sua bocca. Lei succhiava entrambi, alternando tra me e Marco, due cazzi nella sua bocca perfetta.

“Voglio stare dentro,” ha detto Sara, tirandosi indietro. Si è tolta il vestito rosso. Niente sotto. Era completamente nuda, le tette che rimbalzavano, la figa che splendeva di umidità.

Si è seduta sul cazzo di Marco. Lui l’ha presa ai fianchi, spingendo verso l’alto mentre lei scendeva. I suoni che facevano erano sporchi, reali, veri. Io ero dietro di lei. Ha aperto la bocca e ha preso il mio cazzo di nuovo. Ero dentro di lei davanti e dietro, Marco dentro di lei da sotto, lei in mezzo che godeva come una pazza.

“Sì, sì, sì!” urlava. “Due cazzi, voglio due cazzi!”

Marco era il primo a cominciare a godere. Si è rigidito sotto di lei, ha urlato, ha sborrato dentro di Sara. Io non potevo aspettare più. Ho accelerato, spingendo il mio cazzo nella sua gola, e quando ho sentito le sue contrazioni di orgasmo attorno al cazzo di Marco, sono venuto anch’io, riempiendo la sua bocca di sborra.

Sara è crollata sul petto di Marco, ansimando. I tre eravamo nudi, sporchi, esausti e completamente sazi.


Il Momento Dopo

Siamo rimasti lì per un po’. Marco aveva il braccio intorno a Sara. Io li guardavo, sentendo una strana combinazione di possesso e soddisfazione. Sara guardava Marco, poi guardava me. “È stato fantastico,” ha sussurrato.

“È stata la cosa più pazza che abbia mai fatto,” ha detto Marco.

Siamo andati in bagno a pulirci. Quando siamo tornati, Marco era già vestito, ma non voleva andarsene. Abbiamo bevuto ancora un po’. Questa volta la conversazione era diversa. Più intima. Più reale.

“Tornerai?” ha chiesto Sara a Marco.

Lui mi ha guardato. “Se è quello che voi volete.”

“Sì,” ho detto io. “Vogliamo.”


La Nuova Realtà

Il lunedì successivo, Marco ed io eravamo in ufficio. La tensione era ancora lì, ma era diversa. Era compresa. Era accettata. Quando passava vicino alla mia scrivania, sorrideva. Sapeva esattamente cosa avevamo fatto. Sapevo che avrebbe voluto ripeterlo.

Sara mi ha mandato un messaggio: “Quando lo inviti di nuovo?”

Io ho risposto semplicemente: “Venerdì prossimo?”

Lei ha mandato indietro una faccina. Sapevo che stava già scegliendo cosa indossare.

Marco e io continueremo a lavorare insieme, a fingere che non c’è niente. Ma il segreto che condividiamo è più intimo di qualsiasi relazione in ufficio. E ogni venerdì, quando lui bussa alla nostra porta, lo sappiamo entrambi cosa verrà dopo.

La mia compagna, il mio collega, e questa meravigliosa, peccaminosa, fantastica realtà che abbiamo deciso di vivere insieme.


Fine


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